*chi, cosa*
sai qual'è il problema?
te lo dico io.
il problema è avere le palle.
e io... non le ho mai avute.
non ho proprio capito il perchè
ma certo questo non sarà il mio
di problema:
rimarrò quello che sono.
*padre pio*
e mi sono anche rotto la minkia di fare sempre il bravo della situazione.
si è un post del cazzo, ma periodicamente mi vengono così.
o il buono della situazione, i buoni consigli, devi fare così e colà, come se la gente si sapesse comportare in due modi soli a) fraintendere b) avere bisogno di miracoli.
a cosa ti riferisci?
cazzo niente, mi va di dirlo!
sono troppo spesso il buon saggio da interpellare per testare quali sarebbero le scomode scelte da intraprendere, per poi però prenderne delle altre, e tenere presente cos'era meglio.
bella merda!
cazzo, se avessi solo un milionesimo del carisma di padre pio (quello si che ne ha inculata di gente!) mi divertirei un sacco.
prenderei per i fondelli tutti quanti.
e invece no, benchè io mi sforzi di essere male, mi risulta di continuare ad essere sempre così fottutamente sincero ed interessato ai problemi altrui.
il mio copione, evidentemente, è quello di "non fare testo".
come quello di molti altri sfigati di merda, se non chè, io sono assolutamente convinto e difendo strenuamente i miei pareri sul mondo, e il non fare testo mi abbatte.
con chi ti stai lamentando precisamente?
boh, che ne so?
d'altra parte a volte hai l'impressione di stare a parlare con qualcuno, di comunicare, di scambiare delle analogie, proprio di essere sintonizzato su un canale bidirezionale, simbiotico.
e invece no.
sei, sei sempre stato il coglione di cui sopra, l'elemento raro di cui una vita non può fare a meno, ma che va preso col contagocce sennò fa da purga, come l'euchessina.
CM.
e questo mi fa incazzare vorticosamente, e spacco fuori tutto.
*anacronismi*
così ho suddiviso il mondo in: cose stupende e cose che fanno cagare.
senza un motivo particolare, trovo questo modo di vedere le cose, adatto al mio modo di vedere le cose.
senza stupide vie di mezzo.
con i perchè mi pulisco il culo.
la cosa più interessante però è stare a vedere come le cose che mi piacciono facciano schifo a molte delle persone che conosco, e viceversa.
ah! si, qualcuno fa pure finta... ma è un tentativo di emulazione, in realtà la pensa in modo diverso.
allora due sono le possibilità. o io mi circondo di gente completamente inadatta, oppure proprio non c'è modo di conciliare il mio sentire con il "loro" (il mondo).
se un tempo questa forma di disadattamento mi dava frustrazione, oggi mi fa sentire a mio agio.
anzi, mi sento a disagio proprio quando qualcuno mi trova d'accordo su qualcosa: epurato, e pure appurato che non stia mentendo, penso sempre "perchè mai dovrebbe avere i miei gusti? chi cazzo è questo?". quasi gelosia.
non vorrei arrogarmi il ruolo da santone, o profeta, che proprio non mi va, però a volte mi dico "sono troppo avanti, questo piacerà fra vent'anni". ora, io fra vent'anni probabilmente sarò defunto da tempo, però, per quel poco che ho potuto vedere... a volte ci indovino.
il problema di essere anacronistici è che vivi di merda, se lo sai.
e io lo so (anche se faccio finta di no).
*prendere le distanze*
ragazzo!
hai la stoffa per presentarti
al "grande fratello"
si direbbe che
prendere un pugno in faccia
e ridere ancora
non è da tutti
di veri ottimisti
d'altro canto non se ne vedono
qualche uomo revival
e sono retaggi da balera
della passata decade
oggi rulla su facebook
se ci stai dentro
il modernariato dei sentimenti
precisa che: i brodi lunghi
fanno cagare; l'ammmore
è eterno per definizione; quelli
con fegato hanno lasciato il posto
agli intellettuali (senza);
eccetera, eccetera.
*il problema delle radici*
senza radici i miei cactus crepano.
ne hanno poche, per questo li amo.
poi non succhiano troppo al mondo.
imparare a vivere da un cactus crea problemi di non poco conto.
però sono convinto che un uomo debba portarsi dietro qualche cosa, nella vita.
la tendenza attuale credo sia quella di eliminare tutto ciò che ci lega alla nostra storia.
casa vecchia? abbattiamo, ricostruiamo.
scarpa vecchia? eliminiamo, ricompriamo.
mi provoca vomito intenso e un gran senso di tristezza vedere le vecchie case di quaranta o cento anni fa, ridotte a cumuli di macerie, coi camion che se le portano via.
il vomito me lo provoca il pensiero dell'omino panzetta che si frega le mani pensando alla sua futura spumeggiante abitazione di cemento armato, ma la tristezza è nel vedere le mie stesse origini perdersi nella polvere.
però quella scarpa vecchia, il sandaletto di quando ero bambino mi dice delle cose.
se ne sta nel silenzio del sottoscala e mi ricorda tutta la mia storia, le passeggiate al mare, gli anni 70 che non potrei mai ricordare altrimenti.
fa parte delle mie radici.
questo non significa legarsi agli oggetti.
gli oggetti, così definiti, non hanno alcun valore.
più un oggetto ha valore, e meno vale, in fondo, perchè il fatto che tutti lo riconoscono come tale, lo fa diventare meno tuo.
lo omologa.
perchè se in fondo alla vita c'è il buio, non sarà lo scintillio del nuovo pavimento del mio soggiorno a salvarmi.
mi fa sempre molta pena questo mondo di corsa, è un mondo che non ha quasi più dei ricordi.
anche i luoghi cambiano, e io faccio fatica a ritrovarmici.
sarò l'unico?
succederà a qualcun altro, di ritornare alla ricerca della propria memoria?
ci penserà un attimo, quello stronzo, prima di abbattere tutto e costruirci il suo nuovo idillio?
dipende dalla sua mamma.
se lo hanno cresciuto in modo consumistico (e diciamola, questa parola orribile!) credo che non sarà un suo problema.
ma io non sono stato mandato qui per decidere cosa è bene.
e non ho la testa adatta per prevedere a cosa porterà questo modo di andare avanti.
dal punto di vista dei rapporti umani, certo, il fare e disfare è palese.
forse non sarà un male, ma di certo un grosso cambiamento, se il 60% dei matrimoni va a puttane.
riparare le scarpe? c'è un cinese che ne fabbrica di nuove!
il consiglio per i romantici come me, e per i maniaci dell'igiene che vogliono guarire.
dedica un angolo alle cianfrusaglie merdose.
metticele.
anche i luoghi, ritrovali.
metticeli.
preoccupati di non pulire, spolverare, riordinare, sistemare, scegliere.
mettici degli oggetti interessanti, lasciaceli a marcire.
fallo col tempo, di volta in volta, per vedere i risultati ci vuole pazienza.
non li vedrai in punto di morte.
come una tela, le radici delle piante, le radici dell'uomo tessono trame nel sottosuolo, trarrai soddisfazioni per strada, sempre di più, a mano a mano che esse si estendono.
rigirare tra le mani piccoli pezzi della propria storia serve a stimare realisticamente le distanze. di tanto in tanto, fallo.
sei arrivato fin qui? puoi farcela.
sei arrivato alla fine? non hai buttato tutto.
le casseforti nelle case dei ricchi sono merda: glielo puoi raccontare ogni giorno.
*adolescienza*
a proposito dell'adolescenza ho le idee chiare.
almeno quello.
di certo c'è che le più puttanelle all'epoca sono state poi le prime a sposarsi e figliare.
o figliare e poi sposarsi, che sostanzialmente cambia poco.
le altre, quelle che non la davano mai probabilmente stanno ancora lottando con problemi del tipo "ho trent'anni e adesso cosa faccio?" oppure "cosa si penserebbe di me, se indossassi certi tacchi!?!?".
eccetera.
ma in definitiva, benchè attratto fatalmente dalle prime, ho sempre preferito la via impraticabile delle seconde, o, come dice qualcuno, ho sempre amato farmi del male.
e i bulli?
i più fighi ai tempi della scuola, quelli che potevano vantare di averla vista oppure toccata, oggi fanno i camerieri.
qualcuno è in galera.
i nerd sono rimasti nerd, al massimo hanno cambiato montatura, ma la saccenza è la stessa.
altri, tipo me, si sono saputi adattare, e magari uno schifo di lavoro l'hanno pure trovato.
darwin ci dà soddisfazione.
così, col suo benestare, fondo qui l'adole-scienza, nuova branca per studiare come i ragazzi fanno a sputtanarsi la giovinezza allo scopo di garantirsi una vecchiaia.
quello che sta in mezzo è purtroppo ancora oggetto di diatribe.
*matrimonius*
così vi dichiaro
stikazzi lui, ti dichiara!
e poi?
sarà per caso al corrente
del fotografo che ci metterà in posa,
le coppie davanti, gli sfigati sul retro
o viceversa, a mille e rotti euro senza IVA
nè fattura?
e del resto, che ne saprà?
di dover chiavare a comando siamo informati
noi
signore, per il seguito avete istruzioni?
facciamo rapporto domenica, ore 11:00 UTC
le scale chi le ramazza?
e al cane chi darà da mangiare?
- consultare sacri testi, stop.
*cagna rognosa*
razza di raccoglitori
sfruttatori e traditori
qualcuno li illude
di venire dalle stelle
e invece stanziali
salgono dalle paludi
sfociano nell'adriatico
san donà di Piave
di nascita e di morte
muri senza storia
estati senza memoria
passate qui a pedalare
rinfrancati all'ombra di un
fior di fragola
poi un ciao
poi una uno
poi crescere in mezzo ai selvaggi
anni 90, tra le le quinte
ripetitive del parcheggio
pelucchi del Piave, starnuti
asciugamano, stesi a sudare
svangarla, sentirla andare
volersene andare, vomitare
e restare, senza parlare
a piedi sull'argine
sassi sui vetri, campane
i malori di inizio stagione
tremando un po', alla finestra
scavo la terra ora
ti cerco sempre, mamma
amarena irrorata dal sole
dolcissima nei miei ritorni
che ritorni ogni volta più amara
cane rognoso che cambia solamente pelo:
e crepa dunque, cane rognoso!
*manuale per la pesca dell'orata*
due giovani di primo pelo
si avventurano lungo la spiaggia
buia
superano l'uomo
dall'irruenza di chi la sa lunga
"un pazzo!" li sento...
poi dopo:
"c'è un cazzo di caldo
qui dentro!"
butto la roba
la luce è spenta
lei dorme già.
*coriandoli dal futurismo*
così pompa
pompa idraulica
il design al di sopra dei tempi
figlio della comprensione umana
sugli elementi immobili
pompa
pompa idraulica
come esempio di unica
soluzione al quesito
assordante
nera
ma funzionale
dentro le sue vene
l'ardimento degli inventori.
*malfunzionamenti*
dopo il concerto
mica mi tira il pisello!
nulla da fare.
sarà che davvero l'arte
è come aver scopato
oppure
è solamente molto tardi
in questa notte calda
d'estate.
2307200901:27
*morto micheal jackson*
che doppietta
passare never ending story e
let it be
di seguito
- il messaggio
sarebbe fin troppo chiaro...
mi guardo attorno
e...?
ma poveri bambini!
com'è stato più bello
allora
per me
innamorato
di una biondina
senza denti
allo "zecchino d'oro"
- non esisteva ancora
il telecomando.
*accomunati*
venezia
pisciare ad euro
uno.punto.cinquanta
sul retro di
questa stazione,
e un vigile
col pieno fatto
sale le scale
affannato
una
troietta sul bus
ne pretende degli altri
ma
lui gliene ha dati abbastanza
il suo amico, poi
mentre l'autista
si fuma da solo
la sera
l'eroe
sudato di un
giorno di luglio
schizza il motore
bestemmia e sgomma
fuori dal cazzo.
*uccelli smarriti*
qui nessuno si preoccupa più
dei nostri uccelli
prima l'azienda era
di tipo statale
e ne incollavano
di finti
sui vetri
ma al giorno d'oggi
a chi fotte dei nostri
uccelli smarriti?
rimane la passera
gambe all'aria
a marcire sul marciapiede
fermano
le loro auto tutte in pelle
e scendono
connessi al loro cazzo di
auricolare
poi credo se le fottano, al secondo
piano.
*synapsi sul G8*
guardo un film di re e di
guerre, poi
ci sono degli elegantoni
sul due
che se la spassano
internazionalmente
cos'è cambiato
- who wants to live forever?
da allora?
regnanti,
e io preferisco Freddy
con tutti i suoi ermellini.
*emivita*
se fisicamente
e anche fuori dalla
mia finestra apparente
tutto decade in elementi
consecutivi
io posso sognare il futuro
come macigni infreddoliti
rotanti, stanchi, opachi
cobalto, di piombo, fossili
e pochi visitatori qui e li
lenti
per lo più defunti
vaganti nei rari bagliori
lungo i tracciati
sconfinati
della memoria.