: : : zero in matematica

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venerdì, 06 novembre 2009

*il mio capo*


odia il pressapochismo
i quaraqquaquà
il cincischio,
poltrire

a otto anni mi regalarono
un boomerang
non riuscivo mai a farlo ritornare
- dev'essere per questo.

postato da: nizoo75 alle ore 17:24 | link | commenti | commenti
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martedì, 20 ottobre 2009

*possibilità*

ogni situazione, ogni momento della vita cambia a seconda di come lo vivi.
l'altra sera stavo camminando nella vietta buia tra casa mia e casa dei miei, dopo cena. faceva freddo, freddo umido, insomma una serata che per certi versi dovrei odiare.
evoca momenti della mia vita in cui avrei sofferto molto.
non per il tempo, non sono solamente meteopatico, ma perchè immerso in qualche situazione di merda.
camminavo, l'altra sera, e stavo bene, e pensavo che in una sera qualunque, anonima, inutile, stavo bene.
pensavo che dovrei tenere sempre a mente questo fatto: oggettivamente stare bene.
non è poco.
pensa se tu sapessi di morire domani.
si è una stronzata, d'accordo, ma come vivresti l'oggi?
io penso male.
ora, io morirò domani, o fra vent'anni, ma non saperlo mi fa vivere molto meglio.
certo non si può essere imparziali rispetto alle vicissitudini della vita, ma preoccuparsi è peggio.
io ho una situazione stabile, amici, cose da fare, questo environment mi da coraggio, non mi fa preoccupare.
fossi solo o senza lavoro soffrirei, anche se la mia situazione reale non fosse male (potessi stare al caldo, mangiare, dormire, ecc.).
i giorni senza preoccupazioni viaggiano veloci, ti ritrovi sabato mattina che ieri era lunedì, a volte uguali, a volte più movimentati, ma questi anni sono proprio veloci, e vorrei fermarli. se rallenteranno da soli, sarà segno che sarò vecchio.
a volte vorrei svuotare tutta la mia vita da molti oggetti inutili, esperienze, impegni, per provare a vedere come si sta senza, ma mi rendo conto che senza non sarei più lo stesso.
se vivessi in un'isola deserta avrei comunque un milione di cose attorno perchè le inventerei.
ho sempre inventato di tutto fin da piccolo, magari anche l'acqua calda.
ma più che una faccenda di possesso credo si tratti di condivisione.
odio fare le cose per me stesso, mi annoia mortalmente.
se non condivido quello che faccio me ne disinteresso presto, perchè la gara interiore nell'apprendere prima o poi finisce, e senza un compagno di giochi non c'è gusto.
la gente oggi non gioca, o fa giochi da grande.
tipo la playstation (esisterà ancora?), facebook, il grande fratello, giochi moderni, soggetti ad una rapida evoluzione. li trovo un po' artefatti, un po' troppo confezionati, raffinati.
ad esempio faccio il pane.
si tratta di affinare personalmente una tecnica, farlo sempre più buono, più soffice o croccante, profumato.
si butta via qualche chilo di farina sfornando delle mattonelle terribili, ma poi, prima o poi esce quello buono, e lo puoi condividere. è un gioco che mi appassiona.
no, non sto diventando buono, è che a volte mi isolo dalla realtà vomitevole che mi circonda e mi dedico a qualcosa di profondamente leggero, libero.
mi metto a giocare.


postato da: nizoo75 alle ore 23:40 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: zero cosmico
lunedì, 19 ottobre 2009

 
*gatto parte ottava*

il gatto il gatto, un tormentone.
beh adesso fa freddo, l'autunno così romantico, come lo vivevamo tempo fa ha lasciato spazio ad un freddo pungente e umido, le nebbioline salgono e scendono dalle rive e andarsene per il boschetto miagolando è diventato più che mai ridicolo
e lui, dio, gesù, come cazzo vogliamo chiamarlo, non si fa mica vedere.
in questa mia personale riscrittura del vangelo potrei essere il fratello sfigato del figliuol prodigo: io mi sto occupando fedelmente degli affari del mio signore, e lui non mi caga di striscio.
poi arriverà qualcuno e si porterà via tutte le attenzioni, compreso il vitello grasso e tutto il ben diddio.
che palla!
comunque, pare che nel sacro testo sia scritto di non aspettarsi niente in cambio, sicchè la mossa giusta potrebbe essere proprio quella di sbattersene, tanto poi ti portano il vitello grasso e fanno festase torni.
potrei tornare a trovare dio verso primavera!
bah, ma per come sono fatto, che non mi so godere più di tanto la vita, forse ho sbagliato parabola.
in fondo non posso non pensare che se fa freddo per me fa freddo pure per dio, che gesù ha bisogno dei miei ritagli di pollo, del grassetto del prosciutto che metto da parte alla sera.
quando c'è il sole, come oggi, penso che se ne sta steso a scaldarsi, e in fondo un gatto che non vedi è proprio come un dio che non vedi, che se la spassi o che stia morendo poco importa.
il tuo bisogno di sapere (piccolo uomo, che l'uomo deve sempre sapere tutto, e il perchè di tutto) per sempre mendicante e mai sazio, sempre viva la speranza di incontrarlo, la conferma della sua esistenza, che non è tutta una presa per il culo, come deve per forza aver pensato ognuno di noi, compreso Carol Jozèf Wojtyla e tutti quanti gli altri. ahhh! che lezioni può darti un gatto! quasi preferisco non trovarti, gattaccio, così il mondo può stare in equilibrio (al contrario, la conferma della tua esistenza, dio, potrebbe minare certe sicurezze!).
non è un caso che "dio gatto" non suoni come una bestemmia.

postato da: nizoo75 alle ore 18:33 | link | commenti | commenti
categorie: gatto
giovedì, 08 ottobre 2009

*alle cameriere*


gli uomini, tardi la sera, diventano scurrili.
io non capisco.
possono crollarmi certezze sul conto di certuni.
perchè uno deve fingere tutto il giorno, e poi la sera dare delle puttane a tutte le donne, moglie amanti comprese, e confessare i suoi interessantissimi tradimenti, vantarsi di queste cose sue, fottutamente sue?
l'uomo, il maschio, tardi la sera, sa tirare fuori quel poco di male che gli resta dai tempi di quando era bestia.
nessun moralismo, tradisci pure chi vuoi con chi vuoi, ma risparmiami i tuoi penosi particolari.
poi scattano gli aneddoti sui negri, sui presunti parti gemellari bi-color, e via discorrendo...
e tu non sai come cavarti fuori da questo strazio, giacchè non possiedi un dispaly LCD da porre sulla fronte con la scritta "IO MI DISSOCIO".
e nel farlo, il mio pensiero va alle cameriere.
a quella povera deficiente che all'una è ancora tra i tavoli e - donna - deve sorbirsi di sfuggita certe perle.
ecco un lavoro da milione di euro, ecco una ingiustizia sociale.
"le cameriere che prestino servizio in locali frequentati da maschi alle ore tarde, la sera, percepiscano stipendio doppio e indennità da nausea".
come qualunque figura corrotta, a questo mondo reca danni incalcolabili a tutta la sua categoria, così questo genere di "uomini" fanno un torto enorme a noi gente civile.
al genere maschio, tutto.
io, fossi una donna, me ne starei preventivamente alla larga da qualsiasi uomo, sapendo di certe cose.
sapendo quanto falso, infimo, subdolo e grottesco sa essere un ben impacchettato, infiocchettato, profumato, imbrillantinato maschio.
poi mi chiedo anche se sono solo io a vergognarmi di certe cose.
se solo a me basta così poco, se qualcun'altro recita solo per essere accettato ma in realtà è ugualmente schifato.
mi chiedo con quali intricati meccanismi certa promisquità possa equivalere a fare di un uomo un macho, a farlo elevare rispetto al branco, ai suoi simili.
poi tanto c'è l'alcool, no?(i maschi veri bevono, e bevono forte), quale scusa migliore di fronte alla faccia stanca di questa cameriera. che alla fin fine l'accetta pure, questa scusa, per non dover davvero pensare che gli uomini siano ...proprio così, dentro. in fondo.
sarà anche l'effetto dell'alcool... dirà.
però c'è il detto: "in vino veritas".
questa cameriera, forse, non lo sa.

postato da: nizoo75 alle ore 01:11 | link | commenti (4) | commenti (4)
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domenica, 04 ottobre 2009

*e il gatto? parte settima*


che dire, il gatto sta bene.
autunno inoltrato, fiere (e non fiera) al mio trucido paese.
da ieri l'altro, che ho visto uno special del '78 su renato zero (zeromania, o qualcosa del genere) mi risuona tra le pareti craniche questo aggettivo romanesco e onomatopeico: trucido, stridor di denti.
comunque, sono stato a trovarlo al solito posto.
e non c'era.
poi, mentre io e miki ci riprendevamo la vita lasciata lungo il sentiero di 22 km appena percorso, lui è apparso.
questo gatto ha le sembianze di gesù, così gli ho pure trovato un nome.
appare dal bosco immerso in un'aura di raggi solari allungati dalla stagione, tra le foglie, col suo manto tigrato e gli occhi verdi.
hai presente quei trucidi ritratti di gesù che fa il saluto dei lupetti e indica il sacro cuore disegnato sul petto, con l'indice dell'altra mano? biondo, occhi verdi (tipicamente medioorientale...)?
ecco, lui.
è lui, il gatto gesù.
magro, slanciato, come fu quell'uomo più o meno immaginario che tutti ricordano, pacato, con un grande mistero dietro alle pupille intense.
lui, il gatto gesù, ora sta molto meglio.
dai tempi della croce (diciamo), quando era tutto pelle ed ossa, si è rimesso in salute e sfoggia una bella panzetta penzolante.
quando medita, cioè sempre, sta immerso nel bosco e non lo trovi mai.
poi appunto come dicevo, sei li che ti fai i cazzi tuoi, o contempli la bellezza instancabile del luogo, e lo incontri.
ti sta distante, fermo, poi socchiude le palpebre in segno di approvazione: vai nel mio nome, figliuolo - e se se ne torna agli affari suoi.
tipo che in zona ci sono anche un sacco di scoiattoli, neri, grigi, rossicci, che si preparano per l'inverno.
spero tanto, gesù, che questo inverno non sarà troppo duro per te.
comunque sia, il grande clamore di piatti e piattini di carta, e cibo che ti portavano tempo fa è già finito.
ci sono io, tranquillo...
finisce l'estate, finisce tutto, qui, o così pare.
ma non preoccuparti troppo.
l'inverno a queste latitudini è lungo, piuttosto impara qualcosa da quegli scoiattoli, temo che presto ti servirà.
intanto stasera luna piena, che specchio, non è vero?
nel silenzio  del bosco.

postato da: nizoo75 alle ore 23:33 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: gatto
sabato, 26 settembre 2009

*parte sesta*


e quindi cos'è successo...
è successo che le femmine vincono sempre.
ti sei mai chiesto perchè esistono le gattare e più raramente i gattari?
eccotelo spiegato.
andiamo a fare un giro per comprare le scarpe, e troviamo chiuso.
allora io già dalla mattina meditavo di andarmene una mezz'ora in grava a fare due lanci a spinning, per vedere se mi tornava a tiro quel mega cavedano di ieri. e la claudia mi dice dai! vengo anch'io, così magari mi mostri questo gatto.
certo si! come nò, andiamoci cazzo.
poi se ti annoi non è assolutamente un problema, ti porto a casa!
comenò.
così prendiamo e andiamo giù e su per l'argine e la grava e infine lo troviamo appollaiato in mezzo alle foglie, che prende il sole.
pacifico.
c'è da dire che ultimamente tutto un movimento umanitario (felinitario?) si è attivato e la zona è costellata di vomitevoli piattini con: pesci, carne, crocchette, mosche, formiche.
certa gente crede di fare bene ma poi crea un gran casino.
il micio ha una panza come non mai, mangia dalla mattina alla sera e probabilmente non si spiegherà la cosa.
comunque, dopo un bel po' che lo cerchiamo, vediamo sbucare due morbide orecchie vellutate dal bosco e realizziamo che è lui.
la claudia lo chiama, che carino! eccetera, mentre io analizzo qualche residuo di cibo putrefatto. qualcuno ha portato delle triglie (DELLE TRIGLIE?!?!) crude, sventrate.
mah!
comunque, il gatos se ne sta come sempre alla larga e non c'è verso che ci caghi minimamente.
andiamo a pescare.
i pesci, manco loro ci cagano.
oggi non ci caga nessuno, nemmeno stasera che vorremmo uscire e nessuno dei nostri amici ci caga.
ci sono certe giornate di merda.
ma non è detto che sia tutto qui...
infatti, riposte le canne da pesca risaliamo verso il bosco per andarcene a casa e diamo un ultimo saluto al bastardino che non si è mosso dal suo posto.
la claudia non resiste e chiacchierando e miagolando lo avvicina.
il tizio, contrariamente al solito, sta fermo e la guarda, anzi risponde, miagola.
lei è sempre più vicina finchè, a quattro zampe come lui allunga una mano e lo accarezza.
COSAAA?!?
sissignore, lo accarezza su quella testina pelosa.
e quello se ne sta, più o meno, tranquillo!
questa cosa continua per un po' mentre io rosico in un angolo.
ad una attenta analisi, stabilisco dunque alcuni elementi che influiscono sull'approccio.
innanzitutto la voce, sottile, femminile.
poi i gesti, più fluidi e graziosi dei miei.
forse anche l'aspetto, più umano e familiare del mio.
il lieve timore verso un animale un po' svitato, com'è lui...
cioè, questi due si corteggiano, lui fa le fusa, lei lo chiama, lui viene, poi si allontana, io intanto do dei consigli su come approcciarlo, del tipo... più avanti, carezzalo sotto la gola, dietro le orecchie, così.
che ruolo di merda.
comunque sono felice che almeno con una donna il mio amico si sia lasciato andare.
sentivo le fusa fin qui, e cioè distante!
bah, contento lui.
io lo penso sempre, ma lui non pensa mai a me.
questa falce di luna, ora, illumina l'immensità del fiume che scorre, lento.
lui è li, appollaiato, e se ne fotte del resto del mondo.
ah! fanculo.
dio, eremita nel suo piccolo regno sulla curva del piave.
come gli dei veri, tu li preghi e loro se la spassano con la tua ragazza.
ehi! non è più o meno così che è nato gesù cristo?

postato da: nizoo75 alle ore 20:45 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: gatto
mercoledì, 23 settembre 2009

*parte quinta*


stranamente ci sei.
o meglio, ti sento scricchiolare dietro i cespugli.
poi sbucano due occhi verdi intimoriti da tutto.
ti senti sempre violato.
comunque, il cibo è qui, ho capito che ti interessa quello.
il cibo è già nella tua ciotola, quattrocento grammi di carne per gatti.
tiè! te ne lancio un cubetto, giusto per convincerti che non scherzo.
in effetti è da l'altro ieri che non ci vediamo, avevi fatto il pieno.
lo azzanni, poi ti fai coraggio, così indietreggio e finalmente ti metti a tavola.
mi lavo le mani, l'acqua è fredda, verde smeraldo.
il paesaggio invece ha ancora quel tepore di fine estate.
giallo arancio: quest'estate non si rassegna.
poi ritorno e mi siedo sul tetto di casa tua, come al solito.
mi osservi preoccupato.
mangia cazzo! non ho intenzione di ucciderti (per ora).
penso che non mi dai mai niente, e che è una bella palestra per un umano, che è abituato sempre ad avere delle cose in cambio.
ti ringrazio per il niente che mi dai. ecco, molto ecumenico, pure.
poi ci ripenso meglio e mi accorgo che in fondo non è proprio poco quello che posso avere grazie a te.
in questo momento ti blocchi, indietreggi preso da raptus inspiegabile e tenti di... di scavare un buco accanto alla ciotola.
è impazzito, penso (ad alta voce).
poi scatti e ti lanci verso la riva, visibilmente alterato.
ecco là.
i miei discorsi si comportano da lassativi.
concludo che dopo questa impellente cagata tornerai! giusto?
mi distraggo dalla tua presenza/assenza e mi dedico al paesaggio.
qui è tutto bello, è tutto degno di nota.
com'è possibile...
com'è raro potersi trovare un minuto da soli in questa epoca in cui io vivo.
poi ti chiedono perchè mai ti piaccia startene da solo.
beh, se lo facessi sempre, certo, odierei la solitudine.
voglio vederti, a nutrirti tutta la vita con la tua pietanza preferita! (la mia sono gli gnocchi col pomodoro).
dall'altra parte della riva sparano.
gli uccelli, anche di qui, strillano di paura!
tu non sbuchi più.
eh lo so, quelli come te devono lavarsi zampe, baffi, naso, tutto, prima e dopo...
ok, un minuto, cinque minuti da solo con la pace del fiume, col rumore delle foglie che cadono leggere e si adagiano su altre foglie, e poi altre, sballonzolando tra i rametti.
stratificazioni, humus, tutto filosofico, qui, anche stasera! il senso della vita, un gatto che caga nel canneto, le zanzare che mi pungono, mi gratto, mi alzo, passeggio, mi risiedo, spero che un cane non farà la festa al resto della tua cena. me ne vado per il sentiero, attraverso l'argine, un atleta sopraggiunge silenzioso da dietro superandomi in corsa, prendo uno spavento e lui si mette a ridere facendomi cenno di "scusa" con la mano.
ma vattene a fanculo, stronzo, penso (ma senza rancore).
maledetto, mi hai tolto un anno e mezzo di vita.
ecco, vedo la strada, le auto.
vita intensa, piena di cose.

postato da: nizoo75 alle ore 20:24 | link | commenti | commenti
categorie: gatto
lunedì, 21 settembre 2009

*quarta parte*

oggi invece ho chiacchierato con un cespuglio.
esco di casa come tutte le mattine un po' in ritardo, e aggravo la mia situazione per portare la solita razione al mio amico. non proprio mio, ma amico.
qualcuno nei paraggi sta pescando, e mi sento un po' idiota ad aggirarmi per la grava con un vasetto di kitecat o come si chiama facendo il richiamo del gatto.
che poi, questo gatto è uno di quelli che preferiscono essere chiamati per nome, piuttosto che con quello strano squittìo.
comunque, nulla di fatto.
poi ad un tratto sento miagolare, piano, o meglio, da lontano.
guardo tra i rametti, borbotto senza farmi troppo dare del pazzo dal pescatore, e mi rimetto all'ascolto.
lui, esso rimiagola. cerco di inquadrarlo ma non lo vedo, ha un pelo fottutamente mimetico!
e siccome il gioco lo comanda lui, io mi adeguo.
solo quattro chiacchiere, il tempo di dire a un cespuglio che sono in ritardo e che... vabbè, senti la roba è la solita ma meglio di niente, no? quindi accontentati e vedi di spolverarla alla svelta. poi torno stasera, ok?
miao.
era un ok.

postato da: nizoo75 alle ore 16:37 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: gatto
lunedì, 21 settembre 2009

*terza parte*


perchè il problema è come fare per prenderlo, per catturarlo.
eh!
ma la domanda successiva è, perchè mai dovresti catturarlo?
e poi?
naturalmente si pensa al suo bene.
è come la mamma e il papà quando vogliono farti mangiare la verdura.
mi fa schifo la verdura, ma mi fa bene, ma non lo capisco.
gatto rognoso, se ti portassi con me vivresti in una casa, avresti cibo e calore, non dovresti temere la pioggia e cagheresti in un confortevole, modernissimo cagatoio per gatti.
mangeresti anche sempre queste splendide scatolette col gatto bianco a pelo lungo aerografato in foto.
ma tu non lo vuoi, e questo apre un dibattito filosofico nella mia coscienza.
è come portare la tivvù nelle tribù stanziali del tibet.
il buon terzani... ah!
allora vado da questo gatto, mi siedo e gli chiedo consiglio.
che ti va di fare, gatto?
mi guarda da lontano, miagola.
non ho capito.
rimiagola.
hmm... ok.
hai fame? prendi! gli lancio dei pezzi presi dalla scatoletta di carne.
lui fa un balzo all'indietro, poi uno in avanti, cerca il boccone "a naso" e se lo magna.
ciappa, ciappa un altro!
eccolo, e se lo magna.
lancio i bocconi sempre più vicino a me, contando sulla sua fame implacabile.
in pochissimo è a un passo.
è a tiro di schioppo, un altro bocconcino che sospettosamente agguanta... e io agguanto lui.
una parola.
lo prendo per la schiena e la collottola ma quello è una furia, un mucchietto di ossa incazzate, soffia, miagola, si gira di scatto e... lo lascio andare, evitandomi un bel morso.
no, è proprio uno tosto.
questo non lo si acchiappa.
ora se ne sta a una decina di metri e si lecca il pelo.
mi guarda senza rancore.
gli lancio ancora un po' di roba, poi mi alzo e vado a sedermi sulla panchina, sopra il tetto di casa sua.
lui è dietro di me, nei cespugli, scorgo solo i suoi occhi verdi.
ok, giovane, come preferisci...
mi godo dieci minuti di sole, l'acqua del fiume è marrone dalle pioggie dei giorni scorsi.
trasporta rami, foglie, di tutto.
lui se ne sta accovacciato, mi osserva e poi si abbiocca.
lo saluto, e me ne vado a casa.

postato da: nizoo75 alle ore 00:54 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: gatto
sabato, 19 settembre 2009

*gatto*

la scorsa notte un gatto mi ha tolto il sonno.
è cominciato tutto un paio di mesi fa.
me ne andavo a spasso la sera lungo le rive del piave in cerca di catturare dei pesci, grossi cavedani a spinning, dalle parti del canoa club.
un tempo andavo pure in canoa, ma è un'altra storia (oggi poi, nugoli di cazzoni olimpici infestano le acque, soppiantando i fluviali: sapiens versus neanderthal?).
comunque, era ancora estate, estate stanca e calda di agosto, ma a quell'ora tardi quasi sopportabile, piacevole.
ad un tratto, mentre passeggio verso un'altra postazione, risalendo la riva incontro un piccolo gatto tigrato, magro, in buona salute, che miagola.
faccio per avvicinarmi ma ovviamente lui scappa.
allora lancio la canna e lo zainetto a terra, mi allontano e lo chiamo.
lo stronzetto miagola, ma se ne sta distante.
pare proprio affamato, come ci è finito un gattino come questo, qui giù nella grava?
mi pento di non aver tenuto un pesce per darglielo in pasto ma la sera si attarda, così decido di lasciarlo al suo destino.
di solito in questi casi si cercano delle scuse plausibili, del tipo che... massì, i gatti si sanno arrangiare,vanno a caccia, si cibano di quello che trovano...
cazzate.
mentre mi allontano penso tra me che nei giorni seguenti potrei tornare a vedere se lo ritrovo, che in fondo essendo poco lontano da casa, insistendo, potrei provare a prenderlo e poi affidarlo a qualcuno.
è così magro.
detto fatto, da quel giorno lungo le rive non sono più passato.
come ormai l'estate, l'estate passa, le acacie cominciano a ingiallire e la macchia si dirada in favore di cespugli sempre più scheletrici.
le sere si accorciano e la sera a pescare non ci vado più, sono preso da altre cose, come la mountain bike, abbreviato MTB.
con me e la MTB c'è anche miki, che ultimamente, preso da un raptus salutista ha deciso di perdere dei chili e fare "anche delle cose, seppure non le hai perfettamente programmate".
l'ora è sempre la stessa, finito il lavoro ci spariamo delle passeggiatine in bici, attrezzatissimi, casco, quanti, come se stessimo andando a scalare lo stelvio.
poi, stanchi dei nostri 23 Km lungo il tracciato della golena, ci fermiamo nei pressi del canoa club a riprendere fiato, e ammirare lo stupendo paesaggio del piave che scorre immobile tra le fronde, verso il mare.
canoa cub, canoa club dell'ammore, che ci ricorda quei vecchi tempi in cui non ci passava un cazzo.
ora, in silenzio, subiamo le molteplici punture di zanzara tigre sulle nostre gambe da estate sbiadita.
poi fa freddo e ci alziamo.
ad un tratto sento miagolare.
impossibol.
e invece sì! l'ossuto gatto del piave, il canoista da passeggio, lo stanziale tigrotto dei mecojoni, sopravvissuto alla mia distrazione, che dovevo certamente andare a trovarlo e me n'ero proprio dimenticato ...due mesi prima.
vivo, e più o meno, vegeto.
spiego in due parole l'accaduto a miki, che intanto bestemmia in direzione della sua ruota ancora una volta bucata.
io di qua, tu di là, lo accerchiamo, ma lui miagola, miagola sempre e si tiene a distanza.
facciamo alcuni balzi nella sua direzione, ma nulla.
comincia a fare buio, e lo stronzetto non si fa prendere.
è sempre molto magro, penso, ma il suo pelo non è arruffato (altrimenti segno inconfondibile di malnutrizione o malattie).
decidiamo di desistere.
tornerò, ma stavolta TORNERO', non può essere una fottuta coincidenza.

la notte tuona.
mi sveglio alle tre e qualcosa che viene che dio la manda.
pioggia torrenziale, vento.
ulula.
tuoni e lampi che si stagliano all'orizzonte in direzione del fiume.
mi alzo, mi affaccio alla vetrata del soggiorno.
viene che dio la manda.
maledizione.
mi ributto a letto, ma non c'è verso.
mi giro, mi rigiro e non posso smettere di pensare a quel fottuto nanerottolo che ha deciso di vivere lungo la riva del piave, all'altezza del canoa club.
tentativi di auto dissuadermi eccetera, del tipo: in fondo non devi farti carico di tutti i mali del mondo, coglione!
mi giro, mi rigiro.
la pioggia cenna a smettere, ma è il noto tranello che dio manda ai gatti per vedere se sono furbi: poco dopo riprende più furibonda di prima, e se sei uscito dal tuo nascondiglio, te la prendi tutta.
il mattino seguente è anche peggio.
diluvia.
mi sveglio appallottolato e infreddolito, lancio un occhio oltre la porta socchiusa e realizzio il grigiore.
mi alzo deciso a cercare quel maledetto quadrupede, caschi il mondo.
ma mentre lui non ha un cazzo da fare, a parte sopravvivere alla furia degli elementi, io devo lavorare.
e la notte ha portato lavoro.
faccio colazione, infilo le prime due cose invernali che trovo, una felpa marcia e un kappauei,
esco di casa senza staccare un attimo il cervello da quello che potrebbe stare passando il mio amico gatto, fottuto, stronzo.
appena posso, mollo tutto e volo al canoa club.
la sfiga mi assiste.
esco dall'auto che sta diluviando a più non posso, durante tutta la mattinata non ha smesso un secondo.
me ne fotto.
apro l'ombrello, attraverso la statale driblando un furgone di muratori e mi arrampico sull'argine.
scivolo, rivoli d'acqua come torrentelli mignon scendono tagliando la terra friabile di questa estate arida che a quanto pare è proprio passata.
scendo correndo dall'altra parte, tra i pioppi che anzichè ripararmi sembrano moltiplicare il flusso d'acqua e il peso di ogni singola goccia di pioggia.
imbocco il sentiero che porta vicino alla riva e comincio col richiamo del gatto.
il figliodiputtana non risponde.
la pioggia fa un fracasso sull'ombrello e non vedo un cazzo attraverso i rami e le foglie che gocciolano.
mi avvicino al molo e lo chiamo per nome "fottuto stronzoooo, dove sei?".
un po' debole, in mezzo al frastuono dell'acqua sento il miagolio di un gatto.
eccolo!
è rannicchiato sotto una delle due panchine azzurre in metallo, ha gli occhi socchiusi, verdissimi, e mi guarda senza muoversi: se ne sta lì appollaiato sull'erba al riparo dall'acqua.
chi l'ha detto che i gatti non si sanno arrangiare?
provo ad avvicinarlo ma come da copione scatta in mezzo ai cespugli di rovi.
lo inseguo piantandomi con le scarpe nel fango, poi lo perdo di vista a causa del colore del suo mantello tigrato.
merda!
lo cerco per una mezz'ora buona, ma fiutato il pericolo il mio amico si sarà tuffato in qualche tugurio e li rimarrà finchè non smetterà di piovere.
sono fradicio, me ne ritorno alla macchina.
la prima cosa da fare, penso, è il cibo.
corro quindi verso il supermercato all'angolo e compro quattro scatolette per gatti.
il gatto in figura non corrisponde, ma penso vadano bene lo stesso.
la cassiera osserva i miei jeans impantanati.
esco bestemmiando e torno verso l'argine.
ha quasi smesso di piovere, prendo comunque l'ombrello.
scendo e propago l'ormai noto richiamo.
nulla.
nulla...
nulla....
ok, stappo un paio di quei vassoietti pollo e manzo e li piazzo nei luoghi strategici, camminando a ritroso con le mani alzate in segno di amicizia: ok amico, vengo in pace, ho lasciato qui la roba, ora pigliatela nel culo e lasciami andare a casa a fare una doccia!
in quel momento dio mi ascolta, e parte un nuovo nubifragio.
corro a casa sperando che, una volta cessata definitivamente la pioggia, il peloso rompipalle vada a mangiarsi quello che gli ho portato.
non mi fido molto di lui, è un tipo strano, eremitico.
ti guarda sempre con quello sguardo placido e non sai cosa sta pensando.
temo anche di sottovalutarlo.
con la doccia calda, termina la prima puntata.

ma la seconda comincia il mattino successivo.
mi alzo pensando se quel maledetto ha trovato la roba che gli ho lasciato e se se l'è mangiata.
è una bella giornata, c'è il sole, fa quasi caldo.
andando al lavoro percorro il tratto di strada che separa il mondo civile dalla golena del piave coi suoi bizzarri abitanti. nuvole di vapore si alzano come nuvolette e mi dicono che questo sole pigro autunnale sta asciugando tutta quell'acqua.
ottima cosa, se anche il mio amico si sarà bagnato, ora potrà ripigliarsi!
poi torno dal lavoro.
e torno da lui.
i vicini, quelli che mi vedono parcheggiare e andare e venire su e giù dall'argine con ogni tempo si staranno chiedendo cosa cazzo vado a fare, se ho un giro di droga o se mi incontro con qualche culattone in allegria.
lo trovo li seduto.
è tranquillo, il pelo sempre bello lucido.
miagola in cenno di saluto.
lo saluto, eccoti stronzetto!
sono felice. temevo che la furia dell'acqua avesse potuto portarselo via, e invece eccolo in perfetta forma. le vaschettine col cibo che gli avevo portato sono rivoltate e ripulite per bene.
bene bene, amico, con la scorta che hai fatto potrai tirare avanti un pochetto.
gli ho portato dell'altro cibo, lo piazzo vicino alla panchina, lui si drizza intimorito.
tranquillo giovanotto, ora me ne vado.
me ne vado.
più tranquillo, pure.
fine della seconda puntata.

postato da: nizoo75 alle ore 11:07 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: gatto
martedì, 15 settembre 2009

*il caffè*

prendere un caffè, in un luogo a caso (della nostra italia?) vuol dire prenderne con sè un pezzetto, e allo stesso tempo essere parte di esso.
inglobarsi, partecipare ancora una volta al divenire del paesaggio.
postato da: nizoo75 alle ore 23:28 | link | commenti | commenti
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martedì, 15 settembre 2009

*stronzate*

c.d.o.
postato da: nizoo75 alle ore 17:52 | link | commenti (1) | commenti (1)
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giovedì, 10 settembre 2009

*chi, cosa*

sai qual'è il problema?
te lo dico io.
il problema è avere le palle.
e io... non le ho mai avute.

non ho proprio capito il perchè
ma certo questo non sarà il mio
di problema:
rimarrò quello che sono.

postato da: nizoo75 alle ore 15:34 | link | commenti (1) | commenti (1)
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lunedì, 07 settembre 2009

*padre pio*

e mi sono anche rotto la minkia di fare sempre il bravo della situazione.
si è un post del cazzo, ma periodicamente mi vengono così.
o il buono della situazione, i buoni consigli, devi fare così e colà, come se la gente si sapesse comportare in due modi soli a) fraintendere b) avere bisogno di miracoli.
a cosa ti riferisci?
cazzo niente, mi va di dirlo!
sono troppo spesso il buon saggio da interpellare per testare quali sarebbero le scomode scelte da intraprendere, per poi però prenderne delle altre, e tenere presente cos'era meglio.
bella merda!
cazzo, se avessi solo un milionesimo del carisma di padre pio (quello si che ne ha inculata di gente!) mi divertirei un sacco.
prenderei per i fondelli tutti quanti.
e invece no, benchè io mi sforzi di essere male, mi risulta di continuare ad essere sempre così fottutamente sincero ed interessato ai problemi altrui.
il mio copione, evidentemente, è quello di "non fare testo".
come quello di molti altri sfigati di merda, se non chè, io sono assolutamente convinto e difendo strenuamente i miei pareri sul mondo, e il non fare testo mi abbatte.
con chi ti stai lamentando precisamente?
boh, che ne so?
d'altra parte a volte hai l'impressione di stare a parlare con qualcuno, di comunicare, di scambiare delle analogie, proprio di essere sintonizzato su un canale bidirezionale, simbiotico.
e invece no.
sei, sei sempre stato il coglione di cui sopra, l'elemento raro di cui una vita non può fare a meno, ma che va preso col contagocce sennò fa da purga, come l'euchessina.
CM.
e questo mi fa incazzare vorticosamente, e spacco fuori tutto.

postato da: nizoo75 alle ore 11:36 | link | commenti (3) | commenti (3)
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martedì, 25 agosto 2009

*anacronismi*

così ho suddiviso il mondo in: cose stupende e cose che fanno cagare.
senza un motivo particolare, trovo questo modo di vedere le cose, adatto al mio modo di vedere le cose.
senza stupide vie di mezzo.
con i perchè mi pulisco il culo.
la cosa più interessante però è stare a vedere come le cose che mi piacciono facciano schifo a molte delle persone che conosco, e viceversa.
ah! si, qualcuno fa pure finta... ma è un tentativo di emulazione, in realtà la pensa in modo diverso.
allora due sono le possibilità. o io mi circondo di gente completamente inadatta, oppure proprio non c'è modo di conciliare il mio sentire con il "loro" (il mondo).
se un tempo questa forma di disadattamento mi dava frustrazione, oggi mi fa sentire a mio agio.
anzi, mi sento a disagio proprio quando qualcuno mi trova d'accordo su qualcosa: epurato, e pure appurato che non stia mentendo, penso sempre "perchè mai dovrebbe avere i miei gusti? chi cazzo è questo?". quasi gelosia.
non vorrei arrogarmi il ruolo da santone, o profeta, che proprio non mi va, però a volte mi dico "sono troppo avanti, questo piacerà fra vent'anni". ora, io fra vent'anni probabilmente sarò defunto da tempo, però, per quel poco che ho potuto vedere... a volte ci indovino.
il problema di essere anacronistici è che vivi di merda, se lo sai.
e io lo so (anche se faccio finta di no).

postato da: nizoo75 alle ore 23:35 | link | commenti | commenti
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mercoledì, 19 agosto 2009

*prendere le distanze*

ragazzo!
hai la stoffa per presentarti
al "grande fratello"
si direbbe che
prendere un pugno in faccia
e ridere ancora
non è da tutti

di veri ottimisti
d'altro canto non se ne vedono
qualche uomo revival
e sono retaggi da balera
della passata decade
oggi rulla su facebook
se ci stai dentro

il modernariato dei sentimenti
precisa che: i brodi lunghi
fanno cagare; l'ammmore
è eterno per definizione; quelli
con fegato hanno lasciato il posto
agli intellettuali (senza);
eccetera, eccetera.

postato da: nizoo75 alle ore 15:55 | link | commenti | commenti
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venerdì, 14 agosto 2009

*il problema delle radici*

senza radici i miei cactus crepano.
ne hanno poche, per questo li amo.
poi non succhiano troppo al mondo.
imparare a vivere da un cactus crea problemi di non poco conto.
però sono convinto che un uomo debba portarsi dietro qualche cosa, nella vita.
la tendenza attuale credo sia quella di eliminare tutto ciò che ci lega alla nostra storia.
casa vecchia? abbattiamo, ricostruiamo.
scarpa vecchia? eliminiamo, ricompriamo.
mi provoca vomito intenso e un gran senso di tristezza vedere le vecchie case di quaranta o cento anni fa, ridotte a cumuli di macerie, coi camion che se le portano via.
il vomito me lo provoca il pensiero dell'omino panzetta che si frega le mani pensando alla sua futura spumeggiante abitazione di cemento armato, ma la tristezza è nel vedere le mie stesse origini perdersi nella polvere.
però quella scarpa vecchia, il sandaletto di quando ero bambino mi dice delle cose.
se ne sta nel silenzio del sottoscala e mi ricorda tutta la mia storia, le passeggiate al mare, gli anni 70 che non potrei mai ricordare altrimenti.
fa parte delle mie radici.
questo non significa legarsi agli oggetti.
gli oggetti, così definiti, non hanno alcun valore.
più un oggetto ha valore, e meno vale, in fondo, perchè il fatto che tutti lo riconoscono come tale, lo fa diventare meno tuo.
lo omologa.
perchè se in fondo alla vita c'è il buio, non sarà lo scintillio del nuovo pavimento del mio soggiorno a salvarmi.
mi fa sempre molta pena questo mondo di corsa, è un mondo che non ha quasi più dei ricordi.
anche i luoghi cambiano, e io faccio fatica a ritrovarmici.
sarò l'unico?
succederà a qualcun altro, di ritornare alla ricerca della propria memoria?
ci penserà un attimo, quello stronzo, prima di abbattere tutto e costruirci il suo nuovo idillio?
dipende dalla sua mamma.
se lo hanno cresciuto in modo consumistico (e diciamola, questa parola orribile!) credo che non sarà un suo problema.
ma io non sono stato mandato qui per decidere cosa è bene.
e non ho la testa adatta per prevedere a cosa porterà questo modo di andare avanti.
dal punto di vista dei rapporti umani, certo, il fare e disfare è palese.
forse non sarà un male, ma di certo un grosso cambiamento, se il 60% dei matrimoni va a puttane.
riparare le scarpe? c'è un cinese che ne fabbrica di nuove!
il consiglio per i romantici come me, e per i maniaci dell'igiene che vogliono guarire.
dedica un angolo alle cianfrusaglie merdose.
metticele.
anche i luoghi, ritrovali.
metticeli.
preoccupati di non pulire, spolverare, riordinare, sistemare, scegliere.
mettici degli oggetti interessanti, lasciaceli a marcire.
fallo col tempo, di volta in volta, per vedere i risultati ci vuole pazienza.
non li vedrai in punto di morte.
come una tela, le radici delle piante, le radici dell'uomo tessono trame nel sottosuolo, trarrai soddisfazioni per strada, sempre di più, a mano a mano che esse si estendono.
rigirare tra le mani piccoli pezzi della propria storia serve a stimare realisticamente le distanze. di tanto in tanto, fallo.
sei arrivato fin qui? puoi farcela.
sei arrivato alla fine? non hai buttato tutto.
le casseforti nelle case dei ricchi sono merda: glielo puoi raccontare ogni giorno.

postato da: nizoo75 alle ore 10:09 | link | commenti (3) | commenti (3)
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mercoledì, 12 agosto 2009

*adolescienza*

a proposito dell'adolescenza ho le idee chiare.
almeno quello.
di certo c'è che le più puttanelle all'epoca sono state poi le prime a sposarsi e figliare.
o figliare e poi sposarsi, che sostanzialmente cambia poco.
le altre, quelle che non la davano mai probabilmente stanno ancora lottando con problemi del tipo "ho trent'anni e adesso cosa faccio?" oppure "cosa si penserebbe di me, se indossassi certi tacchi!?!?".
eccetera.
ma in definitiva, benchè attratto fatalmente dalle prime, ho sempre preferito la via impraticabile delle seconde, o, come dice qualcuno, ho sempre amato farmi del male.
e i bulli?
i più fighi ai tempi della scuola, quelli che potevano vantare di averla vista oppure toccata, oggi fanno i camerieri.
qualcuno è in galera.
i nerd sono rimasti nerd, al massimo hanno cambiato montatura, ma la saccenza è la stessa.
altri, tipo me, si sono saputi adattare, e magari uno schifo di lavoro l'hanno pure trovato.
darwin ci dà soddisfazione.
così, col suo benestare, fondo qui l'adole-scienza, nuova branca per studiare come i ragazzi fanno a sputtanarsi la giovinezza allo scopo di garantirsi una vecchiaia.
quello che sta in mezzo è purtroppo ancora oggetto di diatribe.

postato da: nizoo75 alle ore 16:29 | link | commenti | commenti
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lunedì, 10 agosto 2009

*matrimonius*

così vi dichiaro
stikazzi lui, ti dichiara!
e poi?
sarà per caso al corrente
del fotografo che ci metterà in posa,
le coppie davanti, gli sfigati sul retro
o viceversa, a mille e rotti euro senza IVA
nè fattura?

e del resto, che ne saprà?
di dover chiavare a comando siamo informati
noi
signore, per il seguito avete istruzioni?
facciamo rapporto domenica, ore 11:00 UTC
le scale chi le ramazza?
e al cane chi darà da mangiare?
- consultare sacri testi, stop.

postato da: nizoo75 alle ore 13:36 | link | commenti | commenti
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lunedì, 10 agosto 2009

*cagna rognosa*

razza di raccoglitori
sfruttatori e traditori
qualcuno li illude
di venire dalle stelle
e invece stanziali
salgono dalle paludi
sfociano nell'adriatico

san donà di Piave
di nascita e di morte
muri senza storia
estati senza memoria
passate qui a pedalare
rinfrancati all'ombra di un
fior di fragola

poi un ciao
poi una uno
poi crescere in mezzo ai selvaggi
anni 90, tra le le quinte
ripetitive del parcheggio
pelucchi del Piave, starnuti
asciugamano, stesi a sudare

svangarla, sentirla andare
volersene andare, vomitare
e restare, senza parlare
a piedi sull'argine
sassi sui vetri, campane
i malori di inizio stagione
tremando un po', alla finestra

scavo la terra ora
ti cerco sempre, mamma
amarena irrorata dal sole
dolcissima nei miei ritorni
che ritorni ogni volta più amara
cane rognoso che cambia solamente pelo:
e crepa dunque, cane rognoso!

postato da: nizoo75 alle ore 13:29 | link | commenti | commenti
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mercoledì, 05 agosto 2009

*manuale per la pesca dell'orata*

due giovani di primo pelo
si avventurano lungo la spiaggia
buia
superano l'uomo
dall'irruenza di chi la sa lunga
"un pazzo!" li sento...

poi dopo:
"c'è un cazzo di caldo
qui dentro!"
butto la roba
la luce è spenta
lei dorme già.

postato da: nizoo75 alle ore 13:33 | link | commenti | commenti
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venerdì, 24 luglio 2009

*coriandoli dal futurismo*

così pompa
pompa idraulica
il design al di sopra dei tempi
figlio della comprensione umana
sugli elementi immobili
pompa
pompa idraulica
come esempio di unica
soluzione al quesito
assordante
nera
ma funzionale
dentro le sue vene
l'ardimento degli inventori.

postato da: nizoo75 alle ore 13:29 | link | commenti | commenti
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venerdì, 24 luglio 2009

*malfunzionamenti*

dopo il concerto
mica mi tira il pisello!
nulla da fare.
sarà che davvero l'arte
è come aver scopato
oppure
è solamente molto tardi
in questa notte calda
d'estate.

2307200901:27

postato da: nizoo75 alle ore 10:14 | link | commenti | commenti
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giovedì, 23 luglio 2009

*morto micheal jackson*

che doppietta
passare never ending story e
let it be
di seguito
- il messaggio
sarebbe fin troppo chiaro...

mi guardo attorno
e...?
ma poveri bambini!
com'è stato più bello
allora
per me

innamorato
di una biondina
senza denti
allo "zecchino d'oro"
- non esisteva ancora
il telecomando.

postato da: nizoo75 alle ore 09:30 | link | commenti | commenti
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mercoledì, 22 luglio 2009

*eccovi accomunati...!*

femmine e preti
hanno tutti un chiodo fisso:
il sesso.

postato da: nizoo75 alle ore 12:12 | link | commenti | commenti
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martedì, 21 luglio 2009

*accomunati*

venezia
pisciare ad euro
uno.punto.cinquanta
sul retro di
questa stazione,
e un vigile
col pieno fatto
sale le scale
affannato
una
troietta sul bus
ne pretende degli altri
ma
lui gliene ha dati abbastanza
il suo amico, poi
mentre l'autista
si fuma da solo
la sera
l'eroe
sudato di un
giorno di luglio
schizza il motore
bestemmia e sgomma
fuori dal cazzo.

postato da: nizoo75 alle ore 15:40 | link | commenti | commenti
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lunedì, 13 luglio 2009

*uccelli smarriti*

qui nessuno si preoccupa più
dei nostri uccelli
prima l'azienda era
di tipo statale
e ne incollavano
di finti
sui vetri
ma al giorno d'oggi
a chi fotte dei nostri
uccelli smarriti?

rimane la passera
gambe all'aria
a marcire sul marciapiede
fermano
le loro auto tutte in pelle
e scendono
connessi al loro cazzo di
auricolare
poi credo se le fottano, al secondo
piano.

postato da: nizoo75 alle ore 09:48 | link | commenti | commenti
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venerdì, 10 luglio 2009

*synapsi sul G8*

guardo un film di re e di
guerre, poi
ci sono degli elegantoni
sul due
che se la spassano
internazionalmente

cos'è cambiato
- who wants to live forever?
da allora?
regnanti,
e io preferisco Freddy
con tutti i suoi ermellini.

postato da: nizoo75 alle ore 10:28 | link | commenti | commenti
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mercoledì, 08 luglio 2009

*emivita*

se fisicamente
e anche fuori dalla
mia finestra apparente
tutto decade in elementi
consecutivi
io posso sognare il futuro
come macigni infreddoliti
rotanti, stanchi, opachi
cobalto, di piombo, fossili
e pochi visitatori qui e li
lenti
per lo più defunti
vaganti nei rari bagliori
lungo i tracciati
sconfinati
della memoria.

postato da: nizoo75 alle ore 14:13 | link | commenti | commenti
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mercoledì, 08 luglio 2009

*biografia*

quando al personaggio
diagnosticano qualche cosa
finisce sempre all'altro mondo
in men che non si dica

meglio se non mi succede
la diagnosi dico
pare non porti affatto bene
a chi la riceve.

postato da: nizoo75 alle ore 09:58 | link | commenti | commenti
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Chi sono

Utente: nizoo75
Nome: Nicola


« Giuda prese una moglie per il suo primogenito Er, la quale si chiamava Tamar. Ma Er, primogenito di Giuda, si rese odioso al Signore e il Signore lo fece morire. Allora Giuda disse a Onan "Unisciti alla moglie del fratello, compi verso di lei il dovere di cognato e assicura così posterità per il fratello". Ma Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua; ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva per terra, per non dare posterità al fratello. Ciò che egli faceva non fu gradito al Signore, il quale fece morire anche lui. » (Genesi 38,6-10)

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