: : : zero in matematica

sabato, 10 maggio 2008

*adesso sono molto stanco per...*

scritto da: nizoo75 alle ore 00:52 | link | commenti
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lunedì, 21 aprile 2008

*droghe e processo creativo*

non si può raggiungere l'orgasmo senza eccitarsi, e non ci si eccita senza essere provocati.
sono convinto che la creatività segua questo percorso.
forse il processo creativo ha qualcosa di umano, di universale.
così quando devo creare (o pro-creare) mi immergo nello stupore delle cose che mi circondano, come farei per l'orgasmo.
qualcuno usa le droghe, ma io non posso perchè mi fanno male.
non possiedo un io abbastanza denso per uscirne vivo, credo.
qualcuno ha detto che il sesso è una droga a tutti gli effetti.
io penso che al massimo le gran fiche possano essere una droga, almeno nel senso di causa-effetto.
la musica è un'ottima soft drug, un ottimo stimolante (legale, a meno che non la scarichi dal web) ed ha il potere di diventare qualcos'altro, di trasformarsi.
se abuso di una canzone posso trasformarla, che ne so, in un pensiero nuovo, in un ricordo che emerge dalla notte della mia infanzia, e stamparla sotto nuove forme, cambiandole i connotati e rendendola irriconoscibile.
questo è il processo creativo, per me.

sono molto confuso, invece, riguardo al nulla che nasce dal nulla.
noi, l'universo, l'atomo e le forme sublimi del potere che pare governare il Tutto, che ci fa ipotizzare un dio.
tutto quello che faccimo è conseguenza di quello che è stato fatto, e così, a ritroso si arriva ad un pirla qualunque, seduto su un sasso (inanimato) che idea il creato.
crea.
senza stimoli, nè coscienza.
senza droghe.
(molto strano).

forte di questa ipotesi mi piacerebbe riuscire a creare privandomi degli stimoli.
random.
farmi lobotomizzare, mettermi su un sasso e raggiungere la purezza creativa. un numero periodico, descriverlo per poi scoprirne, in fondo, un ordine accapo.
mi hanno sempre affascinato certe serialità e i pochi temerari che hanno percorso le strade complesse per descriverle (o meglio, ancora, crearle dal nulla).
ma l'uomo mio simile, e anche un po' io, suo figlio, ha bisogno di rassicurazioni a riguardo, e di una confezione plausibile per contenere certe apparenti bizzarrie.
o forse fa troppo male realizzare come alla fine di una equazione ci sia uno zero, o un altro simbolo ancora più strano.
siamo pressapochisti.
inutile far passare per intenditori dei comuni ciarlatani.
"le quattro stagioni" di vivaldi non è scritta abbastanza precisamente sulla carta, e ogni volta che i maestri tentano di riprodurla ne fanno una diversa.
in questo senso non ha motivo il "concerto" come evento replicante, piuttosto ne ha l'interpretazione, perchè crea (pochissimo).
il mio bizzarro concerto ideale è fatto di violinisti lobotomizzati del cazzo che seguono melodie sconnesse, ogni volta diverse, che ascoltate da lontano sembrano tutte uguali.
in sostanza, come "le quattro stagioni".

scritto da: nizoo75 alle ore 10:21 | link | commenti
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giovedì, 17 aprile 2008

*la democrazia del più forte*


gli uccelli stanno sulle punte degli alberi, senza muoversi.
immobili.
credo che il mondo, dopo che l'uomo si sarà levato dai coglioni, si ripopolerà di tarrasaco, o dente di leone (in fiore).
mai conosciuto pianta più prolifera.
animali striscianti potrebbero cibarsene, ad esempio.
e sarebbe pure un bel vedere, dalla prospettiva del padreterno, un cazzo di pianeta gialloverde.
la brezza della primavera penetra le maglie della mia felpa e mi ricorda il calore soffocante che in questo preciso, stesso luogo dovrò provare fra qualche mese, durante l'estate.
l'evoluzione umana è un fottuto processo democratico, il peggiore ma l'unico che funziona, basti vedere le elezioni.
oppure il fatto che d'inverno ho sempre freddo e d'estate sempre caldo.
dillo alle anatre che si tuffano nello stagno a -10.
o ai cactus in arizona.
la democrazia vince sui più deboli ma le masse sopravvivono alle democazie.
non  vi libererete facilmente della vita, anche se... lo so, è il vostro intento.
non, non ci riuscirete.
consiglio quella parte di "the wall" in cui dalla penna di gerald scarfe compaiono strani esseri sotterranei intenti a resistere al disfacimento della "vita", intesa come la intendiamo.
molto polposo e interessante, e c'è tutta una letteratura e un'iconografia a riguardo, per chi ha stomaco e voglia (io no).
per esempio, a me là sotto mancherebbe internet.
se devo fare un viaggio in un luogo di merda a caso, che ne so, milano, la prima cosa a cui penso non è il dentifricio e nemmeno le mutande di ricambio, è il portatile con connessione wireless e batterie cariche.
a volte penso che mi piacerebbe prendermi una pausa "cane-blocnotes-baraccainculoalmondo-scortadiviveri", per provare quel brivido da assenza di tutto, molto creativo.
ma poi lascio perdere, già così com'è ho una vita troppo piena di casini autoindotti.
tornerei impaurito al pensiero di quel che mi attende.
oggi si viaggia pensando al ritorno, prima ancora che alla partenza.
una cazzo di vespa obesissima, una varietà di calabrone dal culo bianco mi ronza attorno.
dati i poteri concessimi dalla democrazia potrei decidere di anninetarlo all'istante, poichè le sue vibrazioni mettono in allarme i miei sensori anti puntura, facendomi voltare di continuo.
ma lui persiste, rischia la vita e se ne fotte della mia superiorità.
è un segno di sfida: saddam ci ha provato.
annusare le foglie profumate in una mattina fresca primaverile, mentre un lugubre pirla vestito di grigio se ne sta acquattato a scrivere un cazzo di foglio.
vista dalla sua inferiore prospettiva, uno spettacolo ributtante!
fossi in lui, forte dell'appartenenza alle masse anarchiche inconsapevoli del pianeta, tenterei un atto intimidatorio, pungendo quello stronzo.
ma lui preferisce ripiegare battendo in ritirata.
visto? ho vinto.
credo sia su questo equilibrio atavico, che si regge l'esistenza come la possiamo apprezzare noi.
e a chi non lo rispetta: terremoto e traggggediaaa!!!

scritto da: nizoo75 alle ore 10:58 | link | commenti (1)
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mercoledì, 26 marzo 2008

*trovare una scusa*

parecchio tempo fa qualcuno mi disse che io sono un po' di tutto.
la cosa mi spiazzò non poco, e mi infastidì.
ci pensai a lungo e incominciai a raccogliere informazioni per confutare questa tesi, fastidiosa come una zecca allo scroto.
presi a cercare dei comuni denominatori. se davvero apparivo un "po' di tutto" avrei potuto senz'altro racchiudere questo "tutto" in una categoria e farne la mia specialità.
la prima cosa a cui pensai fu l'arte.
sono un artista a tuttotondo, un creatore a 360 gradi, uno a cui piace abbracciare ogni forma espressiva e piegarla ai suoi voleri: la musica, le arti visuali, la scrittura e così via!
quello che mi pareva poco convincente era che, comunque, andando al sodo della questione, non ero di fatto un buon regista delle mie opere, e nemmeno uno scaltro esecutore. l'unica cosa su cui potevo contare erano le idee, che però non realizzavo come volevo perchè non ne ero capace.
insomma, uno zero in un mare di zeri, con qualche uno per sbaglio.
poi, più di recente, qualcun altro mi ha detto una cosa analoga, ma ancora più fastidiosa: "tu sei e rimarrai un absolute beginner".
ve la ricordate?
quello spettacolo di canzone a corredo, firmata dal figo senza tempo che è bowie.
inutile nasconderlo, la prima reazione a critiche del genere è l'incazzatura ad oltranza, arricchita con confronti e bilanci più o meno a mio favore.
cercavo di ricordare se c'era qualche cagabile nella storia del mondo che fosse stato un absolute beginner in quasi tutto, e che poi avesse fatto strada da qualche parte, anche poi, anche in tarda età (avrei vissuto i prossimi trent'anni tuttosommato tranquillo).
niente, nulla.
nessuno che nella storia fosse nato completamente afono e si fosse rivelato un talento vocale, ma peggio, nessuno che avvalendosi della sua volubilità riguardo alle cose che lo circondavano, avesse potuto insegnare qualcosa a qualcuno.
lasciare traccia, essere, esistere.
nessuno.
i maestri sono tutti dei monomaniaci.
sono degli esseri umani che hanno scelto di immolarsi per una causa, degli uomini privi di visione laterale, paraocchiati alla nascita da qualche fottuta entità, intenti giorno e notte nella loro cazzo di attività. quella, solo quella, fino a morirne, fino a trarne l'essenza, fino a divenirne guru, padri, anime, fautori, capostipiti, maestri, dei.
sticazzi.
poi è arrivato il nikilismo, si, con la K, per distinguerlo da quello creato da un... monomaniaco della filosofia.
il mio "nikilismo for beginner" nasce come via di fuga dalle asserzioni simpatiche dei miei amici, per affermarsi poi come pensiero riguardo all'esistenza.
c'è una una cosa che mi trascino dietro da quando, adolescente, non mi capacitavo di un giovane del mio paese che reputavo un vero figo, un esempio, e che era in realtà il prete che mi istruiva alla dottrina cattolica.
non mi capacitavo della sua fede, di questa defaiance, di questa cosa inconcepibile per cui una persona intelligente, critica verso il mondo che lo circonda, credesse in una entità X chiamata dio e, peggio, nella vita che continua dopo la morte (infatti, in seguito, questo ragazzo fu trovato a scopare con una giovane parrocchiana e allontanato con disonore dalla parrocchia).
l'essenza del mio pensiero era la fine dell'esistenza.
la fine a se stessa dell'esistenza.
a cosa poteva mai servire la mia vita, presa come singola opportunità, se poi, in fin dei conti, si finiva dentro una bara di legno con foto e santini? che senso avrebbe avuto la vita del mio amico massimiliano, morto a forse dieci anni, se fosse continuata? a farne un bravo carpentiere?
un astuto commerciante?
uno strafottuto insegnate?
che cosa?
e poi?
bara di legno, fiori, santini, foto che sbiadisce, riesumazione e setacciamento dei poveri resti, breve memoria e poi, finalmente, oblio.
qualcuno, sapendo di questi miei pensieri di quattrodicenne, potrebbe non stupirsi di come sono fatto ora!
ma tornando al beginner, penso che se la fine è la polvere, e nella polvere è l'oblio, a questo mondo bisogna solo provare a vivere il più possibile.
non parlo in senso temporale, parlo delle esperienze.
la parola che andrebbe scritta, dopo aver assunto il ruolo di "beginner for life" è "esperienza".
riconosco di essere un umano fortunato.
quello che può essere l'esperienza o l'ambizione per un abitante del burchina faso è qualcosa di enormemente diverso da qui.
li, forse, c'è il beneficio dell'inconsapevolezza, sperando che la TV non sia arrivata pure nelle capanne, a dispensare desideri.
qui, però, se voglio vivere una esperienza lo posso fare, e che male c'è nel vivelra da beginner, senza farne un motivo di vita?
entro i miei limiti, quelli propri miei e quelli che il tempo mi concede.
posso scrivere, posso strimpellare una chitarra, posso correre con l'auto, posso cercarmi e trovarmi un lavoro, se mi fa schifo posso pure provare a cambiarlo. posso chiacchierare amabilmente, posso scopare, posso anche amare, posso volare se trovo il coraggio, posso scattare una foto, anche due, posso costruirmi una capanna in fondo al giardino e dentro allestire una atelier, e dipingere le cose che immagino.
posso starmene sul letto a leggere vecchio libro delizioso, oppure appeso a internet a cercare notizie su manolo, che qualcuno diceva morto.
posso vivere delle esperienze, tante, tutte, cambiare, abbozzare da absolute beginner, provare e riprovare per vivere e rivivere, e poi abbandonare, per poi riprovare.
girare, vagare.
e tutto questo senza diventare assolutamente nessuno, il maestro di nessuno, senza costringermi ad una mania, senza dover scegliere di che cosa soffrire per il resto dei miei giorni.
senza dovermi preoccupare di cosa cazzo scriveranno sul marmo, perchè non sarà più affar mio.


scritto da: nizoo75 alle ore 15:35 | link | commenti (2)
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giovedì, 13 marzo 2008

*per nulla*

un grande lavoratore.
ne parlano, ne parleranno.
ma lavoratore di che cosa, quale onore se non la polvere?
la polvere del costruire, la polvere che inevitabilmente tornerà a coprire tutte le cose.
la stessa polvere, accumulata sul fondo di polmoni, e sigarette e tutto il resto.
sbraitare, bestemmiare per nulla.
la bellezza, questa bellezza dov'è?
la gloria non esiste, spazzata via dai piani senza fine dei palazzi, nelle scalinate di marmo grigio, nelle pochezze di tutti questi giorni, in fila per uno, e uno ad uno.
parola d'ordine divenire, pochi, nessuno i momenti per spegnere la luce, aprire, spalancare gli occhi e non vedere nulla, proprio nulla.
quello che c'è, che è tutto qui, nel buio.
grazie, grazie a tutti.
e arrivederci.

scritto da: nizoo75 alle ore 19:41 | link | commenti (1)
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sabato, 23 febbraio 2008

*nuova macelleria*

prezzi speciali
a questo nuovo
macellaio delle etnie
maiali
manzi
bianchi
neri
gialli
polli
tacchini
tutti
nella pentola lebbrosa
del dominio

cancro in brodo
arrosto
o lessato,
che confonde mentre
scendono dalle camionette
sudicie
e chiudono sportelli
in faccia alla dignità
di essere parte
porzione
femore o coscia
della terra
della volontà.

scritto da: nizoo75 alle ore 13:10 | link | commenti
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mercoledì, 20 febbraio 2008

*alla TV*

un buco nel vuoto.
si potrà mai?
nell'immenso parlare
fagocitare
ironico
povero di tutto
dove ascolto parole di coraggio
io mi ammalo
mi perdo
mi straccio
cane bastardo
maledetto
vigliacco
e di tutto.

e qui
marziano e malvestito
sempre
mi lamento
sempre
accendo e spengo
canali
transmissioni
digitali
ma digitali
nel naso, ficcatevelo
nel culo.
mentre aspetto
qualche acciacco
qualche insolvenza.
sono tutte diavolerie.

scritto da: nizoo75 alle ore 19:51 | link | commenti (2)
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sabato, 02 febbraio 2008

*amore*



scritto da: nizoo75 alle ore 21:31 | link | commenti
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mercoledì, 30 gennaio 2008

*dimentica*

non resteranno che le tracce
le macerie, i resti
non durerà la memoria
avvolta nel malsano calore
di queste lande senza vergogna

non rimarranno che i ricordi
e si dissiperanno
crolleranno i muri, scenderà
su tutto il lucido grigiore
dei ponti e di queste arterie

impareremo
di giorno in giorno a dimenticare
le orme, a diluirle nel passato
e costruire, ricostruire, migliorare
il nostro sacro, maledetto impero.

scritto da: nizoo75 alle ore 17:54 | link | commenti (2)
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martedì, 22 gennaio 2008

*battiti d'ali*

da piccolo progettavo astronavi.
forse pensavo già che avrei voluto andarmene.
astronavi e rifugi spaziali, dentro ad asteroidi, o altri piccoli pianeti colonizzabili.
li progettavo su più piani, nelle cantine c'erno le scorte di acqua e ossigeno, ai piani intermedi gli alloggi per le persone e ai piani superiori apparecchiature e laboratori, con antenne paraboliche per comunicare con la terra o con le astronavi in giro per l'universo.
i miei progetti, però, non li ho realizzati.
non ricordo se, al tempo, pensavo che li avrei prima o poi realizzati.
la cosa che ricordo era la convinzione di essere un genio precursore.
un fuori dal tempo, per la mia tenera età.
questa convinzione forse ce l'ho ancora, a quanto pare non mi è bastato un quarto di secolo per maturare un po' di sale in zucca.
oggi certo, mi sono un po' ridimensionato.
non progetto più astronavi e tantomeno nuovi mondi.
non penso nemmeno più di andarmene da dove sono, solo poche volte, quando sono molto incazzato con qualcuno, e non sopporto più il suo peso.
crescendo ho realizzato che scappare non è vile, è coraggioso.
ho anche scoperto di essere vile, perchè non sono mai scappato da questa merda.
non fisicamente.
la mia viltà è fisica.
invece con la testa fuggo.
fuggo e sfuggo.
a volte mi perdo un po', a volte vorrei non ritornare, rimanere nel mio limbo astratto a pensare il bianco, il rumore di fondo.
ma da quel sibilo è facile riatterrare, piombare sul cratere "madre terra".
e dimenticarlo.
poi, prima o poi, è probabile che ci ritorneremo tutti, e per sempre.
fuggo sul mio albero, una vecchia magnolia senza tempo, sempre uguale tutte le primavere, con dei fiori che col caldo sbocciano e ti fanno volare via col loro profumo. rimango appeso per una zampa, come le scimmie, i capelli stesi lungo il tronco che mi fa vedere il mondo al rovescio.
e nient'altro.
solo aria, luce, e battiti d'ali.

scritto da: nizoo75 alle ore 15:28 | link | commenti (2)
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lunedì, 21 gennaio 2008

*fragile*

il luogo comune sull'intelligenza.
è che l'uomo intelligente è incasinato.
quanto intelligente sarò, se la proporzione è esatta come dicono: l'uomo più intelligente dello strafottuto pianeta!
non sono d'accordo.
e allora?

scritto da: nizoo75 alle ore 16:41 | link | commenti (2)
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sabato, 19 gennaio 2008

*centrifuga, e la legge di natura*


centrifuga lunga o breve?
perchè non capisco.
oggi io direi breve, ma non capisco il senso.
la differenza.
e così tutto il mondo.
ci sono cose come la centrifuga, che non ha importanza se sono lunghe o brevi.
qualcuno dirà: il cazzo! che quello serve che sia lungo o breve.
potrei obiettare, o addurre scuse plausibili.
ma non ne ho.
mi appello alla natura.
sempre, e va a finire male.
nel senso che la natura non perdona.
altro che appellarsi alla legge naturale.
FUCK!
se ti ci appelli sei morto, e giovane.
alla prima debolezza.
ZAC!
secco, dissanguato (nella migliore delle ipotesi).
e la speranza?
bah.
chiedilo al gatto che vedo morto sotto casa, falciato da chissà quale veicolo in corsa furibonda, il cui pilota poteva avere le sue ragioni: una fica ad aspettarlo, fame, altri bisogni primari.
la legge di natura, eh!
che scherzoni ci propone.
esattamente come la centrifuga.

scritto da: nizoo75 alle ore 20:02 | link | commenti
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giovedì, 29 novembre 2007

*non ricordo*

treni
che suonano all'impazzata
nelle giornate di alluvione
e spaventano i distratti
colombi, gatti, cani e vecchi
in bicicletta
a zampe scalze
fradice
di fogna.

scritto da: nizoo75 alle ore 11:49 | link | commenti
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martedì, 27 novembre 2007

*mammifero*

così guardo al passato come un caldo, grosso essere vivente, un mammifero rotondo che racchiude tutte le vicissitudini che ho dimenticato. a volte cerco di ricordare, ma vedo il mio vissuto sfuocare dentro la membrana duttile, fatta di mille particelle, che sono la sua pelle. davvero la vita passa attraverso questo incedere, davvero l'ottantotto si distingue per pelliclle a colori, sudate tra le mani di giornalisti in mediooriente, replicate in mille maniere in mille copertine di mille giornali!
esistere al passato, essere un'indizio.

scritto da: nizoo75 alle ore 18:01 | link | commenti
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domenica, 25 novembre 2007

*in vita*

a volte è la sensazione di vivere postumo, come camminare lasciando delle tracce che nessuno vede perchè è notte. e poi viene il giorno con le sue ragioni, e tutto cambia ed è troppo tardi...

scritto da: nizoo75 alle ore 14:18 | link | commenti
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martedì, 13 novembre 2007

*inadempienze*

a seconda di uno come parla
come piscia
se guarda un punto fisso
prefissato all'orizzonte
o guarda il cazzo
perterra, la pozzanghera:
come stai
che cos'hai
ma
però
che ne so

spifferi d'aria
che entrano
nel mio
maglione
faccio acqua
faccio notte
faccio l'aquilone
sulle onde
corte
questo mare
mi sommerge.

scritto da: nizoo75 alle ore 14:56 | link | commenti
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sabato, 10 novembre 2007

*la mia fotografia*

la fotografia è qualcosa di diverso per ciascuno di noi.
la fotografia è l'estremo tentativo dell'uomo di perpetuare se stesso.
fin da piccolo mi portavano al cimitero.
faceva sempre freddo e c'era sempre un vento bestia, anche con il sole, tanto che al ritorno erano molte le volte in cui mi ammalavo, vomitavo o mi cagavo addosso.
al cimitero c'era un'atmosfera che non sapevo definire, io guardavo quelle foto e mi chiedevo cosa c'era dietro quei volti.
anche adesso, che è tutto uguale, e accompagno mia madre tra le tombe, e lei parla di questo e di quello, dei nonni e dei bisnonni, di ciò che dicevano...
io mi guardo attorno e incontro volti che mi sono familiari.
perchè accanto alla nostra tomba di famiglia ce ne sono altre, sempre le stesse, sempre più popolose.
gironzolo e mi diverto a calcolare le età, come tutti, specie i bambini, e farmi un film mentale della vita, delle fatiche, delle liti, delle gioie, delle ingenuità, delle delusioni, delle paure e della stramaledetta fine che hanno fatto quegli sconosciuti.
così diventano miei amici, in un modo tutto mio, unilaterale, quieto.
tranquillità.
sentirmi tra loro mi dà pace, quella pace che la vita non ti può dare se la rapporti alla morte, perchè la morte è in sostanza l'unico momento della vita in cui rimani solo.
esorcizzo così il momento della mia morte, questa solitudine incolmabile, guardando i loro volti e pensando che in fondo se anche loro ce l'hanno fatta, potrò farcela anch'io.
che tanto male in fin dei conti non staranno, ora.
mi perdo in questo delirio tra chi, nato nell'ottocento è morto nel novecento 36, senza sapere che mussolini sarebbe andato a fare in culo. qualcun'altro che è morto nell'ottantadue, come una vecchia zia, quando certi tumori ormai banali non lasciavano speranze di alcun tipo.
c'è chi è morto il giorno prima del suo compleanno, era luglio, faceva caldo, umido in un letto di ospedale, non si respirava, e i parenti speravano che facesse settanta, ma ironia della sorte invece fece settanta meno un giorno. ci sono donne che con quegli occhi mi dicono famiglia, bambini, marito, casetta con sacrifici, giornate al lavoro, pentole piene di pomodori per l'inverno, scale e vetri da lavare, brillanti negli occhi brillanti e domenicali caffè dopo la messa.
ci sono foto a colori e foto in bianco e nero.
le foto a colori, per via della lorò attitudine a sbiadire, sono quelle che mi impressionano di più. è il linguaggio filmico della vita, il modo in cui percepiamo il temp oche scorre. foto sbiadite in cui il volto perde il suo volto, in cui gli occhi si fondono come due palline scure alle pieghe degli zigomi, sciogliendo in una confusa nuvola di ombre l'espressione, la vita, l'anima e le speranze di un essere vivente che credeva di poter incidere, ahime! in modo stabile questa dura invincibile scorza del mondo.
una donna, nata e morta dentro al novecento, mi ha perseguitato per lunghe notti di bambino.
l'ho rivista, proprio oggi, e quasi non avevo il coraggio di sostenere il suo sguardo.
questa signora, ingiallita, mutata dal tempo, fotografia di se stessa dentro l'inferno di una tomba che nessun dario argento potrebbe artificiare, mi ha guardato ancora e ancora come allora.
ho quasi sorriso, ma era un bluf solo per non farle credere che ho, ancora, ancor oggi, paura di lei.
ho paura del suo volto rigido, quasi sorridente, della sua collana di perle grosse al collo, della maglia di lana marroncina. ho paura per quando sarò un suo vicino di casa, di quando la mia fronte alta e i miei occhi scuri fisseranno qualche bambino, pronunciando solo le parole N 20-03-1975 M ..., minaccioso come solo una foto sbiadita sa essere, impalato ancora per qualche tempo sul piedistallo maromoreo, freddo e lucido posto a guardia degli inferi, su questa scorza dura, invincibile, inaccettabile che è la vita del mondo che esiste.
dopo di che, questione di istanti, l'oblio.
il dimenticare eterno, l'inesistenza, l'inconsistenza perpetua, l'equivalenza dell'essere o non essere esistiti, che comunque sei polvere, nullità, parole al vento, atti miseri e inutili, inutili dibattersi per un'auto nuova, una bella casa, l'amore, la gioia di un bel s
ole.

scritto da: nizoo75 alle ore 12:25 | link | commenti (2)
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giovedì, 08 novembre 2007

*il mio tempo*

ho sempre visto il mio futuro come un pavimento ingombro di oggetti non miei.
tu sì, con la tua austerità di adolescente sgraziata, tu guardavi avanti con la cognizione di cose che sarebbero potute accadere.
io invece, affacciandomi, vedevo un uomo cresciuto che non mi apparteneva, vedevo una esistenza al soldo di migliaia di possibilità, migliaia di possibili confini abbattuti dalla volontà, o dal caso.
la mia vita, nel mio tempo, è stata come un bambino dentro ad un negozio di giocattoli. uscito dal mio nido, ancora mi pisciavo addosso quando cominciavo a sperimentare, a innamorarmi di tutto quello che volevo, e desiderarlo, provarlo, farne parte e farlo parte della mia esperienza. sono stato "un po' di tutto" e nulla di fatto, specialista nel cambiare idea e nel curiosare, appassionarmi e cambiare nuovamente direzione. non ho mai deciso cosa sarei stato e il mondo mi ha portato dove ha voluto, per mano come una vecchia zia che ti vizia e ti accontenta, e qualche rara volta ti sgrida.
ancora adesso, se guardo all'indietro, vedo un bambino che steso tra l'erba osserva le formiche pensando di essere tra loro, zaino in spalla, all'avventura, nell'aria fresca del mattino.
l'essenza della mia vita nel mio tempo è tutta in quell'essere bambino, scopritore e inventore di ogni strada, di ogni soluzione.

scritto da: nizoo75 alle ore 11:45 | link | commenti
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lunedì, 29 ottobre 2007

*avete rotto il cazzo*


si non c'è che dire, belli i bambini.
però avete onestamente rotto la minkia.
ogni sacrosanto collega che decidesse, d'ora in poi, di avere figli, è calorosamente invitato a non strassarmi il cazzo con le sue minchiosissime, sfuocate nonchè storte e dai colori smortissimi, foto del bimbo.
il pargolotto nella sua culla, il pargolotto mentre succia (magari! fosse la tetta della madre, solo sterili siliconici biberon), il pargolo che apre gli occhi, che sorride, che caga, che dorme...
basta.
e il racconto.
il tenero, adorabile racconto del parto naturale, di qeusta cazzo di usanza di assistere semi svenuti allo stupendo momento della fuoriuscita dell'ormai EX feto, del nuovo membro di questa stramaledetta comunità degli uomini.
ogni particolare non sia risparmiato. con sorriso ebete, ogni emozione venga narrata con trasporto mentre la folla di noi altri apprezza con altrettanto ebetismo, senza chiedere ulteriori dettagli pena ricevere ulteriori nauseabondi particolari.
ma l'epica narrazione delle gesta del pargolo non si esaurisce con la nascita.
per giorni, anni, subiremo i progressi, i primi bisbigli, i sorrisi del primo mattino, la sorpresa mentre i due sposini spettinati si affacciano alla culla, e PROOOT! il fanciullo che esala il suo sesto (o settimo) peto sonoro. e che sonorità! che grinta in quel peto, tutto suo padre! ironizza il peloso, nerboruto mio collaga.
che due enormi, immense palle, collega.
te le tenessi per te, le tue cazzo di gioie coniugali, le tue soddisfazioni procreative, i tuoi sogni, le tue speranze che qualcuno faccia meglio quello che tu non sei riuscito a fare nella vita, fetide scorregge comprese.
fallo, badami, tienti strette le tue valutazioni sul costo dei pannoloni, su quanti comprarne in stock e dove costino meno, se il latte in polvere sia passato o meno dall'assicurazione, se il ruttino in leggero ritardo dopo la poppata sia da considerare fattore preoccupante.
in auto, alla pausa caffè, svuotaci le palle da questo peso, per favore, lasciaci crogiolare nel nostro arido mondo di non-padri, di non-procreatori, di non-inteneriti omoni pelosi.


scritto da: nizoo75 alle ore 13:50 | link | commenti (2)
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domenica, 28 ottobre 2007

*è difficile*

è difficile spiegare come il dolore, veicolato, diventi espressione.
non lo capisce mai nessuno.
così l'artista, colui che "sente", si affaccia sempre al mondo con un atto di sofferenza, e di silenzio, attento a percepire ogni singola possibile vibrazione. come l'aria cupa invernale, che porta con sè tante più esprienze di un bellissimo, colorato regalo estivo.
preso per mano, questo dolore, conduce allo schiudersi nell'uomo che "sente", di speranze e disperazioni, il proclamarsi libero e incorruttibile, e proprio per questo all'esprimersi creando così nuove rivelazioni.
chi lo circonda rimane spaesato, non comprende e non capisce, lo giudica un sentire deviato, una follia sterile, una ricerca senza un fine, un errore.
l'artista sbaglia sempre, la sua vita è sempre buffa, il suo arrivo è sempre in ritardo, frutto di una costruzione lenta, fatta di pezzi vacillanti e indecisi che quasi sempre non si incastrano tra loro.
chi "sente" può anche crollare sotto il peso della sua esperienza. questo è generalmente drammatico e profondamente egoista, allo stesso tempo è definitivamente creativo, o semplicemente espressione della naturale crudeltà del mondo.


scritto da: nizoo75 alle ore 15:04 | link | commenti
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sabato, 27 ottobre 2007

*come gazze*

come gazze
mangiano i tuoi resti
sulla strada
giacca nera
camicia bianca
quella delle epigrafi
e dei funerali.

scritto da: nizoo75 alle ore 16:34 | link | commenti
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giovedì, 11 ottobre 2007

*il compleanno*

sognavo
o forse mendicavo
un tuo compleanno
alla sera.
nel parco
dei nonni.

purtroppo
non c'era
grazia
nei miei discorsi
e nemmeno
tra i bicchieri


scritto da: nizoo75 alle ore 19:08 | link | commenti (1)
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giovedì, 04 ottobre 2007

*direzione ottusa*

ecco una notizia dagli USA, rimbalzata timidamente verso il nostro continente e nemmeno troppo amplificata dagli organi di informazione.
qui:
http://www.nytimes.com/2007/10/04/washington/04bush.html?_r=1&hp&oref=slogin
in pratica, bush ha messo il veto ad un aumento sul costo delle sigarette negli stati uniti, cosa che con i ricavi avrebbe potuto estendere l'assicurazione sanitaria a 1/3 in più dei bambini poveri del paese.
e lui mette il veto.
si parla spesso della grande libertà che regna negli states, malgrado i grandi problemi e le ingiustizie che esistono. per esempio puoi aprire un blog e scriverci insulti a tutto spiano senza che nessuno ti dica niente (recente, da noi, il tentativo di mastella, di far chiudere il blog "mastella ti odio", povero mastella, siamo alla frutta).
eccetera.
io dico una cosa.
secondo me negli usa non c'è questa libertà.
secondo me, in quel paese fintamente democratico c'è solo uno scontro tra i ricchi e i poveri, cosa che nei selvaggi imperi di un tempo non poteva, purtroppo, esserci. la cultura ormai è di tutti, e allora due schiere ugualmente estese e motivate si fronteggiano ognuna per far valere la sua causa, i "ricchi" (termine abbastanza aleatorio, un tempo declinato in più fazioso "borghesi") a conservare il loro status, i poveri (questo, invece, è un termine ancora di moda) a sperare che gli diano qualcosa per star meglio.
in mezzo c'è tutto il resto, tutte le contraddizioni e le mancanze, gli interessi e le corruzioni, e anche questa presunta libertà, data dalle grandi estensioni, dalle grandi masse, dalla mole enorme di idee e opinioni che è impossibile controllare e disciplinare, e che ogni volta si moltiplicano e si diffondono se vengono oscurate.
ora, quello che sono arrivato ad odiare della politica (anche la nostrana, più bontempona) è questo schierarsi a tutti i costi contro provvedimenti e proposte che non vengano dalla propria parte.
è un modo di ragionare ottuso e suicida, un ridicolo ma ahimè terribilmente diffuso sistema per cui, anche a livello locale, nei paesi, nelle giunte comunali, si va di partito preso e si vota contro, con quel sorrisino che "te l'ho messo nel culo" tipico di quando litigano tra loro.
se questo male del potere, questo morbo dell'affezione, dell'attaccamento al proprio credo, parte dal pesino di provincia e arriva fino allo studio ovale (passando magari per "er cupolone") io dico che la nostra società ha ancora molta strada da fare.
la nostra civiltà.
siamo acerbi e masochisti, inutile puntare il dito sempre in direzione EST, a quei selvaggi del mediooriente.
il male è qui, curiamolo qui, che siamo appena poco più avanti di li.


scritto da: nizoo75 alle ore 09:43 | link | commenti
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lunedì, 01 ottobre 2007

*mondo stanco*

mentre tutto è stanco.
mentre tutto vola velocissimo, stanchissimo, io posso fermarmi.
scende il sole, allunga le ombre della strada, com'è lento il sole...
com'è lento l'inverno ad arrivare, le foglie ad appassire, la vita decima i suoi ritmi e conserva le energie per quando farà freddo. molti sopravviveranno, e questo mi fa sentire bene.
allora, mi convinco che finchè ci sarà il vento, e queste foglie piene di vita a planare dolci sull'asfalto, finchè potrò fermarmi saprò di essere vivo.
non sarò mai vivo al volante, non lo sarò nel centro delle mie passioni, non sarò mai vivo nel mondo che conosco, sarò vivo solo quando sarò fermo fermo.
fermo immobile, a respirare.


scritto da: nizoo75 alle ore 16:04 | link | commenti (3)
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giovedì, 27 settembre 2007

*s.p. 29*

mi nascondevo
dietro le tue
esistenze insicure
lungo strade
che percorravamo
ascoltando sempre
le stesse canzoni
fino
a non sopportarle.


scritto da: nizoo75 alle ore 16:22 | link | commenti
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*perterra*

poveri
mi fate pena
avete schifo
di buttarvi sull'erba.
guardatevi
lì a mendicare
uno spazio sulla coperta.

guardate me
sto a faccia in giù
sulla terra
a godere
della sua vita.

un giorno quest'erba
la vedrete da vicino
e non potrà più
farvi così schifo.


scritto da: nizoo75 alle ore 16:16 | link | commenti
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*ascoltando scrijabin*

aspetta.
a metà di tutto questo
rimane la tensione
non un cenno
disperato
a smettere.

lente le dita nello spazio
catastrofico
inatteso
anima
immersa, sperduta nel tuo
corpo
che vive e suda.
rarefatto.

linguaggio arcaico
oscuro e immortale
cedi ancora un po' di te
a questo uomo immorale.


scritto da: nizoo75 alle ore 16:11 | link | commenti
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martedì, 25 settembre 2007

*i fatti del giorno*

ahmadinejad va in america a parlare di democrazia.
e bush gli contesta di essere un dittatore che uccide gli omosessuali.
io mi reco al concessionario, e tento di acquistare un'automobile al prezzo di sedicimila euro.
il tizio del concessionario mi propone un gioco sporco da fare con la concorrenza.
la tangenziale, dall'incrocio con la statale, è intasata e un camionista fa retromarcia in corsia di emergenza.
un'automobile con lampeggiante blu pare molto indispettita, perchè su quella corsia vorrebbe transitarci lei, diretta come una freccia a consegnare un pacco di centoventi chili che legge il giornale, all'aeroporto.
oliviero toscani pubblica una foto che ritrae una donna anoressica completamente nuda, devastata.
qualcuno si risente, perchè "non è questo il modo di riflettere su un problema" e... bla bla bla, ... "solo per vendere qualche maglietta".

toscani


scritto da: nizoo75 alle ore 09:15 | link | commenti
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venerdì, 21 settembre 2007

*carabiniese*

furto con destrezza.
bella questa definizione, il carabiniese è una lingua comica.
poi non si lamentino delle barzellette.
furto con destrezza (il borseggio): quasi un complimento.


scritto da: nizoo75 alle ore 17:48 | link | commenti (3)
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giovedì, 20 settembre 2007

*senza nome*

dire, ridire mille volte la stessa identica cosa.
e qualcuno, qui, si sposa.
lo si vede dal lucido della carrozzeria
e dalle foglie raccolte per giorni e giorni
per dare all'autunno quel chè di primavera.

e la solita cosa, la miseria che c'è in te.

scorreranno sorrisi a fiumi
ci perderemo in complimenti
e auguri
ma il riflesso appannerà, e anche le foglie
ne cadranno ancora, e ancora.
fino alla fine dell'inverno.


scritto da: nizoo75 alle ore 00:54 | link | commenti
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